20201021 - Luca Nicotra - La modernità di Federigo Enriques
Federigo Enriques è stato una delle figure di primo piano nel panorama culturale, non soltanto italiano ma anche europeo, della prima metà del secolo XX. Grande matematico, filosofo, storico della scienza e didatta ha lasciato in ciascuno di questi campi opere che – come disse Guido Castelnuovo - «basterebbero da sole a riempire ed illustrare l’intera vita di uno scienziato». Qui si vuole tratteggiare la sua figura di intellettuale a tutto campo, ponendo in evidenza la straordinaria varietà dei suoi interessi culturali e il suo impegno per l’affermazione dell’unità della cultura, che ne fanno uno dei più notevoli riferimenti per il superamento delle barriere fra le cosiddette due culture, sempre unite nel pensiero dell’Enriques. Le sue vedute sulla gestione dell’impresa scientifica, sulla politica, sugli aspetti della vita sociale hanno anticipato fin dagli inizi del Novecento abitudini mentali oggi per noi normali. La sua notorietà come intellettuale a tutto campo si affermò in Europa ma fu contrastata in Italia dall’idealismo di Croce e Gentile, che trovò nel Fascismo e nella dominante cultura umanistica la sua roccaforte. Per diversi aspetti la sua figura può essere gemellata con Henry Poincaré e Bertrand Russell.
Federigo Enriques è stato una delle figure di primo piano nel panorama culturale, non soltanto italiano ma anche europeo, della prima metà del secolo XX. Grande matematico, filosofo, storico della scienza e didatta ha lasciato in ciascuno di questi campi opere che – come disse Guido Castelnuovo - «basterebbero da sole a riempire ed illustrare l’intera vita di uno scienziato». Qui si vuole tratteggiare la sua figura di intellettuale a tutto campo, ponendo in evidenza la straordinaria varietà dei suoi interessi culturali e il suo impegno per l’affermazione dell’unità della cultura, che ne fanno uno dei più notevoli riferimenti per il superamento delle barriere fra le cosiddette due culture, sempre unite nel pensiero dell’Enriques. Le sue vedute sulla gestione dell’impresa scientifica, sulla politica, sugli aspetti della vita sociale hanno anticipato fin dagli inizi del Novecento abitudini mentali oggi per noi normali. La sua notorietà come intellettuale a tutto campo si affermò in Europa ma fu contrastata in Italia dall’idealismo di Croce e Gentile, che trovò nel Fascismo e nella dominante cultura umanistica la sua roccaforte. Per diversi aspetti la sua figura può essere gemellata con Henry Poincaré e Bertrand Russell.