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Disfida del Lampredotto, il sonetto di Aldo Fiordelli

letto ignomignosamente da Andrea Gori: FIRENZE - Madonne e Messeri fiorentin/questa è la disfida del gregge garfagnin Mangiafarro e bruciafarin son quelli/del cucinar imberbi 'l centopelli Or voglion educar con un complotto/l'arte gigliata del ghiotto lampredotto. A congiurar fue duce il Vannucchi/coppiere del Convivio senza trucchi ch'armò le man del candido Donati/dotato saltator di carboidrati. Forestier masticator di torte d'erbi/ e del bollir la gala più superbi, ignoravan de' lampredottai/ quel genio conditor ch'è Luca Cai Ma il guanto della pugna conviviale/ infiammò della Passera il piazzale e la "cucina bruta" del cuochino/ si ritrovò di fronte 'l Magazzino. In mezzo a due poltiglie colorate/ che pareano di pomi marmellate sparite le medicee spezie tante/ a principiar da pepe, sale e piccante nel bellettato ricettar di frodo/ che mise a dieta pure il denso brodo si perser il boccon del lampredotto/ da Tornabuoni a piazza Gualfredotto e a un pallido lindor di quintoquarto/ ridusser la ricetta dal gran parto L'alta frattaglia reser così bell'e morta/ i mangiator di bischeri in la torta E consoleasi vorran di quella lagna/ con vino pizzichino di Sciampagna Ma la tripperia non chiede l'frizzantino/ tocca berci Chianti Rufina o Pomino E che in giuria siedano pure 'vostri imbrattacarte/ la gala di Fiorenza resta l'arte gazzettieri o mangiamozzarelle/ le penne in riva al Serchio son pur quelle. Cari figli buccellati di Napoleone/ non sfidate gli eredi di Leopoldo Canapone che per bollir con senno l'abomaso/ abbisogna dei Lorena il naso sennò dei gustator di farro la gran spocchia/ finrà in pallor tal, com'è spannocchia

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letto ignomignosamente da Andrea Gori: FIRENZE - Madonne e Messeri fiorentin/questa è la disfida del gregge garfagnin Mangiafarro e bruciafarin son quelli/del cucinar imberbi 'l centopelli Or voglion educar con un complotto/l'arte gigliata del ghiotto lampredotto. A congiurar fue duce il Vannucchi/coppiere del Convivio senza trucchi ch'armò le man del candido Donati/dotato saltator di carboidrati. Forestier masticator di torte d'erbi/ e del bollir la gala più superbi, ignoravan de' lampredottai/ quel genio conditor ch'è Luca Cai Ma il guanto della pugna conviviale/ infiammò della Passera il piazzale e la "cucina bruta" del cuochino/ si ritrovò di fronte 'l Magazzino. In mezzo a due poltiglie colorate/ che pareano di pomi marmellate sparite le medicee spezie tante/ a principiar da pepe, sale e piccante nel bellettato ricettar di frodo/ che mise a dieta pure il denso brodo si perser il boccon del lampredotto/ da Tornabuoni a piazza Gualfredotto e a un pallido lindor di quintoquarto/ ridusser la ricetta dal gran parto L'alta frattaglia reser così bell'e morta/ i mangiator di bischeri in la torta E consoleasi vorran di quella lagna/ con vino pizzichino di Sciampagna Ma la tripperia non chiede l'frizzantino/ tocca berci Chianti Rufina o Pomino E che in giuria siedano pure 'vostri imbrattacarte/ la gala di Fiorenza resta l'arte gazzettieri o mangiamozzarelle/ le penne in riva al Serchio son pur quelle. Cari figli buccellati di Napoleone/ non sfidate gli eredi di Leopoldo Canapone che per bollir con senno l'abomaso/ abbisogna dei Lorena il naso sennò dei gustator di farro la gran spocchia/ finrà in pallor tal, com'è spannocchia

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