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Una panchina rossa in memoria di Giulia, moglie e mamma di 23 anni vittima di femminicidio

ADRIA - C'è stato il dolore, a tratti vivo e intenso, come quando la mamma di Giulia Lazzari, la giovane moglie e mamma di Adria, uccisa dal marito, a cerimonia finita, si è fermata, a lungo, isolandosi dal mondo esterno, ad accarezzare il nome della figlia, istoriato sulla panchina rossa inaugurata in mattinata ai Giardini Matteotti di Adria, dedicata proprio alla ragazza che non c'è più, divenuta un simbolo di tutti coloro che lottano contro la violenza di genere. Ci sono stati gli appelli delle consulenti del centro antiviolenza, che hanno ben spiegato quando non è amore: quando non ti lascia uscire con le amiche, non ti lascia vestire come vuoi, ti controlla il telefono, ti assilla, ti picchia. Non è troppo amore. E' violenza. E ci sono stati dati preoccupanti, come le 80 donne che nel corso dell'anno si sono rivolte al centro antiviolenza del Polesine, come i 5 casi di codice rosso scattata dall'entrata in vigore della nuova norma, a ottobre.  Ma ci sono stati anche grandi messaggi di speranza, frutto della massiccia presenza dei giovani studenti che, a decine, hanno passato una mattinata diversa. Prima, alla casa delle associazioni, per parlare del fenomeno della violenza sulle donne, per imparare cosa non è mai giustificabile e cosa vada denunciato subito. Poi, nel lungo corteo che si è snodato sino ai Giardini Matteotti, teatro dell'inaugurazione.

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ADRIA - C'è stato il dolore, a tratti vivo e intenso, come quando la mamma di Giulia Lazzari, la giovane moglie e mamma di Adria, uccisa dal marito, a cerimonia finita, si è fermata, a lungo, isolandosi dal mondo esterno, ad accarezzare il nome della figlia, istoriato sulla panchina rossa inaugurata in mattinata ai Giardini Matteotti di Adria, dedicata proprio alla ragazza che non c'è più, divenuta un simbolo di tutti coloro che lottano contro la violenza di genere. Ci sono stati gli appelli delle consulenti del centro antiviolenza, che hanno ben spiegato quando non è amore: quando non ti lascia uscire con le amiche, non ti lascia vestire come vuoi, ti controlla il telefono, ti assilla, ti picchia. Non è troppo amore. E' violenza. E ci sono stati dati preoccupanti, come le 80 donne che nel corso dell'anno si sono rivolte al centro antiviolenza del Polesine, come i 5 casi di codice rosso scattata dall'entrata in vigore della nuova norma, a ottobre.  Ma ci sono stati anche grandi messaggi di speranza, frutto della massiccia presenza dei giovani studenti che, a decine, hanno passato una mattinata diversa. Prima, alla casa delle associazioni, per parlare del fenomeno della violenza sulle donne, per imparare cosa non è mai giustificabile e cosa vada denunciato subito. Poi, nel lungo corteo che si è snodato sino ai Giardini Matteotti, teatro dell'inaugurazione.

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