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Fantin Teresa (Resi Rossetto): una famiglia comunista durante il fascismo. Cassette 1987.23b +24a

Trascrizione integrale su https://miscellanea-camillo-pavan.blogspot.it/2016/07/teresa.fantin-resi.rossetto-comunista.fiera.treviso.html Testimonianza di Teresa Fantin, 1903-1996, moglie di Sante Rossetto (scaricatore al porto di Fiera e pescatore), conosciuta come "Resi Rossetto", tessera del PCI dal 1924. Intervista registrata nel settembre 1987 nella sua abitazione in via Alzaia. Lingua parlata: dialetto veneto di Treviso. Registrazione di Camillo Pavan PRINCIPALI ARGOMENTI 00:20 Nomi e soprannomi dei quattro fratelli Rossetto, antifascisti di Fiera, figli di Giovanni Rossetto (Nane Busarona), “peota” (pilota fluviale) originario di Meolo: Antonio, del 1893; Giovanni (Pompilio), del 1896; Sante (Gigi), del 1898; e Emilio (Dante) del 1903. 02:52 Il padre dei fratelli Rossetto era semianalfabeta. Abitava a Meolo, e doveva andar militare. Volevano che si pagasse il viaggio. «No, ha detto, che non mi pago il viaggio. Se volete che vada a fare il militare, pagatemelo voi». I carabinieri vanno a prenderlo per portarlo in prigione, e lui prende i carabinieri e li butta nel fiume Meolo. Sua importanza nell’educazione politica dei figli. 04:09 Nel 1926, con le leggi eccezionali del fascismo, Giovanni (Pompilio) e Sante (Gigi) Rossetto sono mandati al confino. Dapprima alle Tremiti, poi a Ustica e a Lipari. Nel frattempo il fratello più giovane Emilio (Dante) è espatriato in Francia, da dove nel 1938 si reca in Spagna a combattere nelle brigate internazionali contro Franco 05:55 Condizioni di vita della famiglia Rossetto a Fiera, con il padre al confino. 07:09 Teresa continua a lavorare da Saterini, «su ‘e strasse» (in un centro di raccolta di stracci e altri materiali di recupero). 08:11 Contrasti e lotte con la questura e i carabinieri che non le riconoscono il suo stato di indigenza e l’impossibilità di mantenere i tre figli che all’epoca Teresa aveva. 10:04 Finalmente riesce a ricevere un sussidio e, con quei soldi si reca a Lipari a raggiungere il marito al confino. Condizioni di vita al confino. Rapporti con gli abitanti del luogo. 11:39 «- Come vivevate, come mangiavate, cosa facevate? Gli davano “la mazzetta”, dieci lire al giorno». Inoltre il marito e il cognato (che sa fare il falegname) si arrangiano con qualche lavoretto. Resi ritorna a Fiera nel 1929/30 e riprende la battaglia con le autorità per vedersi riconoscere il diritto alla sopravvivenza. 13:52 Nel 1932 ritornano a Fiera anche i due fratelli confinati. Riprendono a lavorare dapprima come facchini, poi, mancando il lavoro si costruiscono un batèo [barca da fiume], fanno i pescatori nel Sile, e vanno a vendere il pesce per le case. 15:03 Resi: la sua prima tessera del partito comunista è del 1924. «E quando sono andata a lavorare ho condotto una battaglia del lavoro per le otto ore». 15:56 Il bagno sul Limbraga. Uno dei figli di Resi, Wladimiro, va nuotare sul Limbraga con altri ragazzi. Lo vede il maresciallo dei carabinieri di Fiera il quale, saputo che è un Rossetto, lo apostrofa: «Ah, ti si vede nella faccia!». Reazione di Resi. 17:19 La casa del fascista. Il proprietario della casa dove abitano i Rossetto “dicevano che era un fascista di Santa Lucia di Piave”: Antonio Camarotto, titolare di un negozio di stoffe. Un giorno viene per riscuotere l’affitto. «Ci ha trovati d’inverno, senza fuoco, senza niente. È andato via, e per dieci mesi non ha voluto l’affitto». 18:25 Dopo la guerra, Camarotto insiste per vendere loro la casa, cedendogliela a un prezzo di gran lunga inferiore a quello di mercato. «Ma vuole che non ringrazi quest’uomo qua»? *** Antifascisti a Treviso durante il fascismo; socialisti e comunisti del sobborgo fluviale di Fiera; comunisti al confino alle Tremiti, a Ustica e Lipari. Fiera, quartiere di Treviso, antifascismo

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